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Guida pratica · Google Shopping

Etichette personalizzate: come smettere di pubblicizzare prodotti che non possono vendere

Immagina di avere un negozio con mille scaffali. Su alcuni ci sono prodotti freschi, su altri oggetti fuori produzione, troppo cari rispetto al mercato, o semplicemente introvabili. Se mandi i clienti verso gli scaffali “morti”, sprechi tempo e soldi.

Con Google Shopping e Performance Max succede la stessa cosa: Google continua a mostrare annunci anche per prodotti che non possono convertire — fuori stock, fuori prezzo, fuori mercato. Ogni clic costa. Ogni clic sbagliato è soldi buttati.

Il trucco delle etichette

Le etichette personalizzate (custom label) sono come post-it sul catalogo: “questo prodotto è competitivo”, “questo è caro rispetto al mercato”, “questo non conviene spingere”.

Una volta messe, puoi dire a Google: spingi di più qui, metti in pausa là. Non serve spegnere tutto il negozio: basta spegnere gli scaffali che bruciano budget.

Il metodo, in quattro passi

  1. Confronta i prezzi con il mercato: chi è troppo fuori non merita budget.
  2. Metti un’etichetta a ogni prodotto (fino a cinque tipi di etichetta).
  3. Aggiorna il catalogo con un feed supplementare, così le etichette restano aggiornate.
  4. Escludi o deprioritizza i prodotti “senza speranza” nelle campagne.

In un caso reale abbiamo isolato centinaia di prodotti fuori mercato: la spesa si è concentrata dove c’era margine, non dove c’era solo rumore.

Domande frequenti

Cos’è una custom label in Merchant Center?

È un’etichetta libera che tu inventi (fino a cinque). Serve a raggruppare i prodotti come preferisci: per margine, per competitività, per stagione.

Funziona anche con Performance Max?

Sì. Segmentare il catalogo aiuta Google a capire dove vale la pena investire.

Vuoi capire se il tuo catalogo brucia budget su prodotti morti?

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